gianni.mello

Moving time  2 ώρες 13 λεπτά

Ώρα  4 ώρες 45 λεπτά

Σύνολο σημείων 1406

Uploaded 15 Αυγούστου 2018

Recorded Αυγούστου 2018

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246 m
185 m
0
2,0
4,0
7,91 km

231 εμφανίσεις, 4 αποθηκεύσεις

κοντά στην περιοχή Stupizza, Friuli Venezia Giulia (Italia)

Facile passeggiata che dal paesino di Stupizza porta al confine con la Slovenia risalendo lungo la sponda destra del Natisone prima seguendo il sentiero del Cai e poi lungo il sedime della vecchia ferrovia Cividale Caporetto in un ambiente assolutamente incontaminato.

Si parcheggia appena fuori del paese di Stupizza e si attraversa il fiume Natisone su una passerella pedonale. Si prende un sentiero che segue la riva del fiume fino a portarci alle rovine di alcune case che servivano da appoggio ai malgari d’estate. Li’ il sentiero si divide e noi prendiamo quello di destra con indicazione Pojana. Si cammina sempre lungo la riva del Natisone a mezza costa il pendio in un bosco di carpini. Dopo un tratto si raggiunge il sedime della vecchia ferrovia a scartamento ridotto Cividale Caporetto costruita durante la prima guerra mondiale per alimentare la fronte del Monte Nero convertita al traffico civile dopo la guerra ma presto chiusa per mancanza di passeggeri. La ferrovia venne completamente smantellata nel 1936 per recuperare il ferro a seguito delle sanzioni della Soc. delle Nazioni per la guerra d’Abissinia.
Il sedime per un tratto si riaffaccia sulla sponda del fiume sorretto da una massicciata a regola d’arte. Qui arriva anche una passerella sospesa che attraversa il Natisone usata dagli operai che fanno manutenzione all’acquedotto e bloccata da un cancello chiuso a chiave. Poco piu’ avanti vi e’ il rudere della stazioncina di Pojana.
Da li’ la vecchia ferrovia prosegue per mezzo Km fino al confine: sui due lati del sedime sono stati piantati ad intervalli molto stretti alberi d’alto fusto che lasciano uno stretto passaggio da percorrere in fila indiana in una atmosfera fiabesca. Secondo la nostra guida questi alberi erano stati piantati durante la guerra fredda per inibire l’uso della vecchia ferrovia ai carri armati di un’eventuale invasione.
Adesso il confine e’ segnato da un semplice paletto : negli anni della Jugoslavia erano vigilati dai temibili Graniciari - le guardie di confine - che a detta della guida avevano 15 giorni di licenza premio se riuscivano a catturare un civile nemico che si fosse avvicinato troppo...
Ritornati indietro alla stazione risaliamo per il prato sulla sinistra fino a giungere all’opera di presa dell’acquedotto del Pojana: manufatto dell’inizio del secolo scorso che captava le acque del monte Mia e le convogliava solo per caduta fino a Cividale.
Poco sopra l'acquedotto si trova un cippo di confine fra l’italia e l’Impero austroungarico purtroppo danneggiato da vandali. L’ il confine passava ancora ai tempi della Serenissima Repubblica poi diventato confine dell’italia dopo il 1866 e ritornato al suo posto dopo l’ultima guerra.

Fatta una sosta per il pranzo al sacco nel prato dell’acquedotto si ritorna al punto della passerella e si guada il Natisone risalendo l’altra riva fino alla strada che pochi metri piu’ avanti era attraversata dal confine e presidiata dalle due casermette italiana e jugoslava ovviamente adesso abbandonate. Passiamo tranquillamente il confine e ci riuniamo per una birra di fine escursione al grill/ristorante appena sopra.
Da li’ la strada in 4 km riporta a Stupizza ma e’ meglio evitare di farla a piedi perche’ piuttosto stretta senza banchine ai lati e percorsa d’estate da un traffico intenso anche di motociclisti. E’ meglio organizzarsi con due macchine una al confine e una Stupizza.

Percorso molto bello in luoghi assolutamente incontaminato: da fare prima che venga attuato il progetto di portarci una ciclabile che per quanto curato snaturerà i luoghi.

Percorso organizzato dalla pro loco delle valli del Natisone a cui vanno i miei ringraziamenti
http://www.nediskedoline.it/wpnediske/

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