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1.484 m
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7,32 km

1211 εμφανίσεις, 6 αποθηκεύσεις

κοντά στην περιοχή Villa Mazza, Abruzzo (Italia)

Dalle Capannelle, dopo la casa cantoniera, dove la strada curva a destra, lascio la macchina in prossimità dell'acquedotto dove inizia la carrareccia. Seguo le indicazioni di una vecchia cartina del 1996 del C.A.I. abruzzese che indica con il 20A e il 23 l'inizio dell'itinerario. Seguendo le tracce non sempre visibili oltrepasso il fontanile "furapà" (probabilmente derivante da qualche soprannome) ed arrivo al secondo "indizio" indicatomi dalla carta, il casale diroccato di Valleona. Oltrepasso il passo di Colle Delle Pozze e seguendo la cresta della montagna della Serra, arrivo sul "curucuzzolo" che sovrasta il paese, Il Pago. Non mi aspettavo un panorama così bello... da monte S. Franco a Pizzo Cefalone, M. Marine, M. Calvo, M. Giano, il Velino, Terminillo e .... "ju monte" di Pizzoli, così caro a noi Pizzolani con le prime casette.
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Qualche informazione:
Fonte: http://digilander.libero.it/toponomastica/pizzoli.html
La montagna della Serra
1. La prima montagna che si incontra venendo da est sovrasta l'abitato di Vallicella di Marruci. Si tratta della montagna della sèrra, indicata con tale nome anche dalla cartografia IGM. La sua cima più alta (1523 m) costituisce il nodo orografico dal quale la linea spartiacque fra l’Aterno e la valle di Faschiano abbandona il massiccio d'Aielli e si porta verso il Gran Sasso. Quanto al toponimo, riflette il termine geografico serra, che deriva dal latino serra, in origine ‘sega’, poi passato ad indicare una cresta dentellata, come è effettivamente quella in oggetto.

2. Il cocuzzolo che si protende verso il paese, più basso (1521 m), ha il nome di pàgu, riportato anche sulle carte IGM, come Pago. In effetti, si tratta del latino pagus, pago, in origine ‘segno di confine’, ed è probabile che sia stato applicato alla cima proprio in questa sua primitiva accezione piuttosto che in quella, più tarda, di ‘distretto rurale’. Dal nome della montagna dipende poi quello della vàlle egliu pàgu, che la chiude in direzione ovest, ma le carte IGM riportano uno strano toponimo F.so dell’Indice.

3. La cima del Pago viene raggiunta dal sentiero CAI n° 23, che parte dal km 23,400 della statale n° 80, percorrendo la località detta la attùta. Si tratta di un’aia, nella quale veniva battuto (trebbiato) il grano o altri cereali.

4. Il sentiero lambisce, quindi, un casale diruto e la vicina fonte di furapà (1308 m), così chiamata da un qualche soprannome locale. Passa poi sotto le màcchje lónghe, una porzione di boscaglia rimasta del bosco di Faschiano che in passato doveva estendersi a tutta la zona. Il nome macchia sta qui ad indicare la ‘boscaglia intricata’, non adatta a fare legna, e deriva dal latino macula ‘macchia’.

5. Si sale ora nella conca di malleòna, dove c'è l'omonimo casale (1417 m). La cartografia IGM lo chiama C. Valleona, ma l’adattamento è solo parzialmente corretto, giacché il toponimo è un diffuso composto del tipo valle vona, ossia ‘valle buona’, adatta al pascolo. Dato l’indebolimento della v in posizione intervocalica, tipico dei dialetti dell’area aquilana, toponimi di questo tipo sono spesso resi in italiano con locuzioni fuorvianti, come ad esempio V. Leona (Lucoli).

6. Dal casale il sentiero devia verso ovest per guadagnare una sella detta delle pózze (1473 m), fra il crinale della sèrra ed il vicino còlle egli strascìni (1505 m). Il nome è presente sulle carte IGM sia come C.le delle Pozze, che erroneamente è stato applicato al còlle egli strascìni, sia come le Pozze, per indicare la vallata sottostante l’insellatura. In effetti, il toponimo dialettale si riferisce all’intero sistema di vallecole (dette pozze perché portano o raccolgono acqua) fra la cresta ed il piano di Recchiuti.
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