Ώρα  9 ώρες 39 λεπτά

Σύνολο σημείων 2182

Uploaded 6 Δεκεμβρίου 2020

Recorded Νοεμβρίου 2020

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2.073 m
339 m
0
4,6
9,1
18,2 χλμ

263 εμφανίσεις, 7 αποθηκεύσεις

κοντά στην περιοχή Villa-Agnedo, Trentino-Alto Adige (Italia)

Salita diretta in ambiente selvaggio. La presente traccia ha un punto di partenza sostanzialmente sbagliato: sarebbe piú comodo usare come base l'agritur Prà dei Pezi, rimanendo quindi a ovest del Rivo dei Carrari. Avendo io lasciato la bici sul lato opposto di questo, ho dapprima seguito il sentiero per Sasso Gambarile e, proprio sotto quest'ultimo, ho traversato il greto del torrente per raggiungere la forestale che sale da Prà dei Pezi. Quando questa si addentra nella valle, serve fare attenzione al segno rosso su un masso che marca l'inizio del sentiero. Piú o meno evidente a seconda dei tratti, questo conduce (da ultimo con un breve passaggio dove serve usare le mani) al boscoso dosso del Cafeloto, dove sarà molto probabile perdere momentaneamente la traccia, ma questo non è un problema: raggiunto infatti il crinale (che a questo punto sale da sinistra verso destra), serve seguirlo in direzione SW, dove una sottile crestina ondulata raccorda il Cafeloto ai pendii soprastanti. La traccia GPS qui segue una trincea che punta decisamente verso ovest, fino a interrompersi sopra un pendio franato: questa è una visita opzionale. Per salire invece, appena si intuisce la fine della crestina di raccordo serve seguire la massima pendenza, superando subito una caverna che si apre sulla sinistra, dietro uno spuntone. A un certo punto si oltrepassa un insignificante spuntone che dovrebbe essere il Cafelon, che presenta qualche insegna di vetta, ed è raggiungibile camminando brevemente sopra i tronchi dei mughi. Anche questa, ovviamente, è una visita opzionale. Poco sopra si arriva a una parete rocciosa con alla base un capitello il quale marca, per cosi dire, l'inizio delle difficoltà. Non di vere difficoltà si tratta: per esempio, la prima rampa che sale obliqua da sinistra verso destra dietro la parete sovrastante il capitello è semplicemente molto friabile, e il cordino d'acciaio aiuta nella progressione. Piú in alto si troveranno spesso sitiazoni simili, risolte anche con corde di canapa oppure catene. In un caso, anche una breve scala di legno. Ripeto: non si hanno mai vere difficoltà su roccia o tratti esposti, anche se in diversi tratti il sentiero è stretto e richiede passo fermo. Ultimo passo caratteristico prima dell'arrivo al Colazzo è uno sputone con una grossa, recente frana alla base: serve qui girare verso destra, la salita a sinistra per rampa allo spuntone medesimo è ancora una volta opzionale.
Sul Colazzo si trova un baito attrezzato anche di una cucina all'aperto. Poco sopra, eliporto in posizione molto panoramica con capitello e serbatoi dell'acqua.
Come già sul Cafeloto, serve seguire tutta l'ondulata cresta che raccordo il Colazzo ai pendii soprastanti. A differenza di sotto, qui il sentiero non si tiene quasi mai sul filo, bensí rimane sul versante ovest. Un centinaio di metri sotto, si vedono i ripiani che ospitano il baito dell'Aia di Val Caldiera. Dopo che la cresta si è raccordata alla montagna soprastante, la salita riprende molto decisa, fino ad arrivare abbastanza rapidamente all'uscita sulla cresta "di confine", in vicinanza del Passo dell'Agnella. Inevitabile una visita alle postazioni della Quota 2003, ben restaurate e documentate in occasione del centenario del 2015. Rimangono ora gli ultimi cento tranquilli metri di dislivello che conducono alle varie postazioni dell'Ortigara, passando anche per un tratto sotterraneo, la Galleria Biancardi. Si esce dapprima alla panoramica Quota 2093, per poi raggiugnere il Cippo Austriaco.
Discesa per aperto terreno carsico (assicurarsi di seguire le segnalazioni) al Passo di Val Caldiera, dove inizia il sentiero 206 che scende in Valsugana. Si passa il bivio per il cimitero austroungarico, da dove il sentiero proseguirebbe poi, sembre ben visibile, rimanendo alla base delle rocce sommitali, fino a raccordarsi a quello che sale dal Colazzo. Poco dopo, il Ricovero de Medo. Girato uno spuntone, appaiono le caratteristiche formazioni rocciose che delimitano lo Stol del Prete, affacciato sullo "spaventoso" Vallone della Porsidia (Porsig, Porcile, Prosilia: toponimo molto variabile). Al ripiano dello Stol vero e proprio si trovano, oltre alla caratteristica caverna, un moderno deposito attrezzi che serve per la manutenzione del sottostante tratto di sentiero. Il chiuso vallone che guarda verso Scurelle e Spera, infatti, e che costituirebbe il tratto piú franoso di tutti i 1700 metri di dislivello, è stato recentemente sistemato con grande impiego di scale e traversi in legno. Si scende nel bosco, dal quale è bene seguire le segnalazioni per non perdersi nell'intrico di intersezioni con le strade forestali. A un certo punto, piú o meno in corrispondenza della sella dietro il Civerone, dato che il sentiero segnato prosegue in direzione Olle, serve abbandonarlo e seguire invece la forestale che dirige verso est, costeggiando sempre i Prati del Civerone. Attenzione nei pressi di Malga Roatto, dove la strada principale sembra quella che prosegue dritta: per chiudere l'anello, invece, serve svoltare decisamente a destra, quasi all'indietro, per una forestale che scende decisa: indicazioni per Val Coalba e Mesole. Trovate qui transenne e segnali di divieto, in quando effettivamente la strada era stata portata via in corrispondenza di un vallone piú sotto: passaggio comunque attraversabile a piedi con una certa cautela (sarebbe molto problematico invece portarvi a spalle una bici, sia in salita che in discesa). La discesa verso le Mesole è ancora lunga. A un certo punto, assecondando l'intuizione e i dati altimetrici, in corrisponenza di una chiusa di cemento serve guadare il torrente (la quantità d'acqua non è un problema, essendo il letto molto largo) per trovare, sul lato opposto, una traccia che ben presto diventa strada, e che passate alcune case e il bivio per il soprastante Prà dei Pezi, conduce a un punto dove, seguendo ancora una volta l'intuizione, si può "guadare" anche il Rivo dei Carrari (in realtà il greto è asciutto e sassoso) per tornare il breve al punto di partenza.

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Τόπος στάσης

Oltrebrenta

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Parcheggio bici

Σταυροδρόμι

Bivio Sasso Gambarile

Σταυροδρόμι

Attacco sentiero

Fare molta attenzione, sulla forestale, a vedere questo segnale.
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Caverna q.713

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Spuntone q.780

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Muri

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Dorsale del Cafeloto

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Fine traverso Calefoto

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Termine trincea

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Cafelon

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Capitello

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Prima rampa

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Scala

Πανοραμική θέα

Punto panoramico

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Cengetta

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Faccetta rossa

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Seconda rampa

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Attraversamento canale

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Spuntone con base franata

Καταφύγιο (χώρος)

Baito Colazzo

Πανοραμική θέα

Eliporto Colazzo

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Caverna squadrata

Τόπος στάσης

Piccola caverna

Τόπος στάσης

Dente quota 2003

Τόπος στάσης

Passo dell'Agnella 2008

Τόπος στάσης

Galleria Biancardi

Πανοραμική θέα

Ortigara quota 2093

Κορυφή

Cippo austriaco

Τόπος στάσης

Hilfplatz

Ορεινό πέρασμα

Passo di Val Caldiera

Σταυροδρόμι

Bivio cimitero austroungarico

Καταφύγιο (χώρος)

Baito de medo

Πανοραμική θέα

Punto panoramico

Τόπος στάσης

Stol del Prete

Τόπος στάσης

Mortaio da 15 cm

Πανοραμική θέα

Panorama

Τόπος στάσης

Scalette

Τόπος στάσης

Bivio Val Coalba

Τόπος στάσης

Guado

Τόπος στάσης

Bivio Prà dei Pezi

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