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Uploaded 26 Ιανουαρίου 2019

Recorded Ιανουαρίου 2019

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5,28 χιλιόμετρα

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κοντά στην περιοχή Cornola, Toscana (Italia)

Le Alpi Apuane, in Inverno, tornano ad essere il patrimonio di pochi.
Pochi, oramai, gli abitanti, molti nel corso degli anni si sono trasferiti in pianura: pochi anche i turisti, se paragonati a quelli presenti in Estate.
Eppure, proprio in questo periodo le Apuane, mostrano tutto il loro fascino, sospeso fra la magia dei boschi e la crudezza delle vette….. (inizio prefazione del libro APUANE SALITE INVERNALI di Giorgio Perna e Fabrizio Girolami).


Sulle Apuane ha fatto la neve e vista la giornata di sole io e l’amico Giorgio Perna si decide di fare la prima uscita invernale e come meta scegliamo la Pania Secca sulla quale, fra l’altro, non ci andavo da diversi anni.
Fino al parchimetro poco prima del Piglionico (oggi fuori servizio) la strada era pulita mentre da li al Piglionico pur essendo stata pulita era presente neve compattata a terra per cui nessun problema per andarci ma rigorosamente auto con gomme termiche.
Arrivati al Piglionico si parcheggia poco prima della cappella e si prende in leggera salita la mulattiera (sentiero del pastore) fino ad arrivare a poco prima della Baita Pania.
La neve c’è ed e’ alta circa 30 cm ma è molto farinosa in quanto dopo che ha cessato nevicare le temperature sono rimaste fredde e il manto non ha potuto sciogliersi nella parte superficiale per poi righiacciarsi di notte.
Bastava che fosse piovuto anche poco e invece ha fatto due giorni di neve e due di sole con temperature molto rigide.
Poco prima della Baita Pania si esce dal sentiero e si entra nel bosco (nel punto in cui c’è un tavolino con due panche in legno) e si punta alla parete Nord – Ovest della Pania secca senza seguire un percorso obbligato anche perche’, se anche ci fosse stato, non si sarebbe visto.
Giornata molto limpida e vista sull’ Omo Morto, Pania della Croce e Pizzo delle Saette spettacolare ma non da meno è la vista della sovrastante Pania Secca con la sua Antecima e cresta nord (i Denti della Secca) intervallata da canali innevati che sono vie di salita invernali frequentate e conosciute.
Si costeggia la parete superando la cresta Nord, poi una zona carsica da fare con attenzione per non infilarsi in qualche buco e infine si supera l’ampio invaso del canale Nord – Ovest (Canale Batic) per poi giungere ad un ampio e ripido pendio che si risale faticosamente (anche per la neve alta anche 80 cm perché ammucchiata dal vento) per poi giungere alla soprastante cortina rocciosa che è la nostra via di salita.
Arrivati alla base del versante si entra in un canalino breve ma molto ripido (50 – 55 gradi) che può essere risalito andando a sinistra oppure puntando a destra risalendo una rampa ripida e abbastanza esposta.
Essendo quest’ultima caratterizzata da parti erbose che si notano sotto la neve si sceglie di salire da qui perché con le piccozze si trovano più facilmente punti di appoggio.
Superato questo tratto iniziale (il più impegnativo della scalata) ci si trova su un pendio con ripidita’ media di 40 – 45 gradi fino alla vetta con alcuni punti di 50°.
La salita ha un livello di difficoltà PD (poco difficile) ma a seconda del tipo di manto nevoso può essere anche PD+.
Oggi la difficolta’ è leggermente superiore perché la neve è fresca e bisogna scegliere la via di salita (non obbligata) volta volta cercando di aggirare le numerose placche rocciose presenti soprattutto nella parte alta.
Le placche rappresentano un insidia perché non si vedono ma si sentono essendo molto scivolose e la neve che le ricopre non serve a nulla ai ramponi o alle piccozze.
Vanno evitate cercando i punti più ghiacciati ben sapendo che su questa via sono presenti salti rocciosi importanti e uno scivolone potrebbe causare una caduta fatale anche se a dire il vero quando ci sei non hai tutta questa percezione di pericolo.
E’ solo quando rivedi la via percorsa dal basso che ti rendi conto che la salita non è difficile ma neppure banale e che ci sono varie cengette e canalini da superare.
Nella parte alta (da metà in poi) la qualità della neve è migliore e si va più spediti e questo grazie all’azione del Sole e del vento che nei due giorni precedenti ha spazzato via la neve fresca e scoperto il ghiaccio formatosi a seguito della nevicata di 20 giorni fa.
Se il pendio fosse stato ricoperto tutto da neve trasformata solo la parte iniziale sarebbe stata più impegnativa mentre lo sarebbe stato molto meno il resto e le placche rocciose non sarebbero state un problema potendoci passare sopra conficcando ramponi e piccozze su neve solida.
Con un paio di ghiaccioli fra le mutande si arriva sulla cresta Sud (da dove passa la Via Normale) poco sotto la cima che si raggiunge in pochissimo tempo.
In vetta il termometro di Giorgio dava 3 gradi ma il vento ne faceva percepire molti meno per cui si ammira velocemente il panorama offerto: i restanti monti apuani innevati, la cresta Nord e la sottostante Pania Verde e si scende percorrendo la Via Normale che senza difficoltà porta ai prati del Rifugio Rossi.
A questo punto si prende il CAI 7 che ogni tanto si taglia e si ritorna al Piglionico da dove siamo partiti.

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